Persone omoaffettive e transgender: accoglienza ma nella verità
Agosto 21, 2026

https://www.sabinopaciolla.com/la-misericordia-senza-forma-e-la-persona-senza-natura/
In merito alle persone omoaffettive e alla questione gender ci sono diversi problemi per noi cristiani cattolici nel riconoscere la verità, pur conservando la misericordia che si deve a chi è in difficoltà. Mi sembra molto utile per questo l’articolo del professor Daniele Trabucco che ho cercato di sintetizzare e che si può leggere per intero al link sopra riportato.
Risulta chiaro che non può cambiare la concezione della persona, l’idea di famiglia formata da uomo e donna, che la tradizione e il Vangelo ci consegnano da sempre. Il rispetto nei confronti delle persone che vivono la difficoltà della percezione della propria identità non va confuso con il cambiamento dottrinale che porterebbe ad equiparare la famiglia naturale con altre forme derivanti da idee e ideologie lontane dalla verità.
Origine del commento di Trabucco è stato il Documento di sintesi del Cammino sinodale italiano ( Lievito di Pace e di speranza), nel quale si tratta con attenzione la questione “persone omoaffettive e transgender“.
Pur riconoscendo che la chiesa deve ascoltare e sostenere le persone concrete, bisogna porre attenzione al rischio concreto che si passi dall’accoglienza al riconoscimento. Intanto, si nota che il documento non è un atto di magistero dottrinale ma un atto di pastorale.
Cioè non è previsto che si modifichi la dottrina cattolica sulla persona, sul matrimonio, sulla sessualità e sulla legge morale naturale. In definitiva la verità ricevuta non può essere cambiata.
Come spesso accade, si tende a discutere di categorie moderne come “identità di genere“, “orientamento sessuale“, “inclusione“ come se fossero accettabili senza una critica di fondo.
Il problema ruota sempre intorno alla concezione della persona: nella nostra visione cattolica cristiana, la persona è quanto di più perfetto esista e dotata di natura razionale, corporea, ordinata al bene.Il corpo è una parte essenziale dell’unità della persona e non è materia da plasmare a piacere. La differenza sessuale è una realtà positiva. Per questo motivo non si può discutere dell’identità di genere senza sottolineare i problemi ad essa connessi.
È giusto che le persone omoaffettive e transgender siano riconosciute nella loro dignità, ma senza negare la verità e quindi, pur senza giudicare, vanno aiutate a compiere percorsi formativi che possano chiarire i dubbi legati all’identità di genere.
La vera misericordia consiste nell’orientare la persona a trovare la sua strada nella verità.
Prof. Vittoria Criscuolo
Presidente del Movimento e Centro di aiuto alla Vita di Varese
Agosto 21, 2026
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