Paolo VI e la bellezza dell’amore tra gli sposi

Paolo VI, che verrà proclamato Santo il 14 di ottobre da Papa Francesco, ha una visione altissima dell’amore che i due sposi possono donarsi tra loro, senz’altro specchio dell’amore divino. Per cercare di approfondire la figura del Cardinal Montini , il Movimento per la Vita di Varese, insieme ad altre associazioni che operano per la vita e a favore del matrimonio e della famiglia, organizza per il mese di Ottobre una serie di eventi : dal 14 al 21 ottobre a Varese, presso il Battistero di San Giovanni, sarà possibile visitare una mostra dedicata a San Paolo VI, dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 15.30 alle 18.00.(scarica il Depliant Ottobre 2018 1 per seguire tutti gli eventi)

La mostra, aggiornata fino alla canonizzazione, presenta due pannelli appositamente preparati per una riflessione sulla Humanae Vitae, enciclica offerta a tutti i credenti e a tutti gli uomini, il 25 luglio 1968.

Paolo VI

Humanae Vitae e l’amore degli sposi

Tutto il servizio alla Chiesa del grande Papa Montini è stato improntato alla valorizzazione  della vita nascente, al dono e al progetto di famiglia cristiana, ma l’enciclica ha un particolare respiro rivoluzionario quando parla dell’amore degli sposi.

L’amore coniugale

  1. L’amore coniugale rivela massimamente la sua vera natura e nobiltà quando è considerato nella sua sorgente suprema, Dio, che è “Amore“, che è il Padre ” da cui ogni paternità, in cielo e in terra, trae il suo nome “. Il matrimonio non è quindi effetto del caso o prodotto della evoluzione di inconsce forze naturali: è stato sapientemente e provvidenzialmente istituito da Dio creatore per realizzare nell’umanità il suo disegno di amore. Per mezzo della reciproca donazione personale, loro propria ed esclusiva, gli sposi tendono alla comunione delle loro persone, con la quale si perfezionano a vicenda, per collaborare con Dio alla generazione e alla educazione di nuove vite. Per i battezzati, poi, il matrimonio riveste la dignità di segno sacramentale della grazia, in quanto rappresenta l’unione di Cristo e della chiesa.

Immediatamente si coglie lo spostamento dell’idea di “amore coniugale” dal piano terreno a quello altissimo che lega la creatura al suo Creatore. Nessun poeta è mai riuscito ad eguagliare questa visione, neanche i grandi poeti greci (Omero) né la divina Saffo, i meravigliosi poeti tedeschi (Holderlin, Goethe…), l’americana Emily Dickinson…doveva arrivare Paolo VI per trasferirci “nelle altezze”.

L’amore coniugale e le sue caratteristiche

Paolo VI prosegue poi per delineare le caratteristiche del vero ”amore coniugale”:

9.(…)È prima di tutto amore pienamente umano, vale a dire sensibile e spirituale. Non è quindi semplice trasporto di istinto e di sentimento, ma anche e principalmente è atto della volontà libera, destinato non solo a mantenersi, ma anche ad accrescersi mediante le gioie e i dolori della vita quotidiana; così che gli sposi diventino un cuor solo e un’anima sola, e raggiungano insieme la loro perfezione umana. È poi amore totale, vale a dire una forma tutta speciale di amicizia personale, in cui gli sposi generosamente condividono ogni cosa, senza indebite riserve o calcoli egoistici. Chi ama davvero il proprio consorte, non lo ama soltanto per quanto riceve da lui, ma per se stesso, lieto di poterlo arricchire del dono di sé. È ancora amore fedele ed esclusivo fino alla morte. Così infatti lo concepiscono lo sposo e la sposa nel giorno in cui assumono liberamente e in piena consapevolezza l’impegno del vincolo matrimoniale. Fedeltà che può talvolta essere difficile, ma che sia sempre possibile, e sempre nobile e meritoria, nessuno lo può negare. L’esempio di tanti sposi attraverso i secoli dimostra non solo che essa è consentanea alla natura del matrimonio, ma altresì che da essa, come da una sorgente, scaturisce una intima e duratura felicità. È infine amore fecondo, che non si esaurisce tutto nella comunione dei coniugi, ma è destinato a continuarsi, suscitando nuove vite. “Il matrimonio e l’amore coniugale sono ordinati per loro natura alla procreazione ed educazione della prole. I figli infatti sono il preziosissimo dono del matrimonio e contribuiscono moltissimo al bene degli stessi genitori”.

La santità coniugale (Cardinal Robert Sarah)

Non si può aggiungere nulla ad una visione così alta. Non si può che concordare con le parole recentemente pronunciate dal Cardinal Robert Sarah in merito a quest’enciclica: cardinalSarah

“Humanae Vitae apre una strada di santità coniugale, una pedagogia dell’adorazione, dell’accettazione filiale e adorante del piano divino.
Dio stesso viene così amato come un Padre, i suoi doni sono ricevuti con riconoscenza e venerazione. La Sua premurosa maestà viene sperimentata dagli sposi.”(leggi qui tutto l’articolo)

L’enciclica Humanae Vitae, erroneamente nota come il testo che vieta la contraccezione, presenta una via di santità coniugale grazie alla regolazione naturale della fertilità.

In merito si possono leggere su questo sito un articolo qui, e un altro qui, ai quali rimandiamo, anche per proporre ai giovani, ai fidanzati, agli sposi, di informarsi sui metodi naturali e, in particolare, sul Metodo Billings, che è possibile apprendere in Lombardia e in tutta Italia dalle insegnanti diplomate.

Consigli di lettura:

In occasione dell’inaugurazione della mostra, il 14 ottobre alle 10.45 presso il Battistero di San Giovanni, a Varese, e per tutto il periodo di esposizione, sarà disponibile la biografia di Paolo VI, scritta dal giornalista Angelo De Lorenzi.

libro paolo vi il santo della vita angelo de lorenzi

Angelo De Lorenzi, Paolo VI, Il Santo della vita.

In occasione della canonizzazione del beato Giovani
Battista Montini papa Paolo VI, il giornalista e scrittore
Angelo De Lorenzi presenta una biografia con
un taglio particolare: l’attenzione del santo al tema
della vita e alla sua sacralità presente in ogni momento
della sua azione ecclesiale e che si sintetizzerà poi
nell’enciclica Humanae Vitae.
INDICE:
• La nascita, la famiglia e i suoi maestri
• Sotto il pontificato di Pio XI e di Pio XII
• Arcivescovo di Milano e protagonista del Concilio
• Un Papa nella tempesta: l’Humanae Vitae, il ’68, il delitto
Moro
• La sua umanità e l’offerta sofferente
• Il suo pensiero sulla chiesa, i viaggi: il pastore che ha
aperto una strada
• La beatificazione, il miracolo, il santo della vita
• Il suo insegnamento, il tesoro che ci ha lasciato

“A proposito della mostra” di Claudio Di Giovanni

Mostra “Paolo VI Santo, L’Uomo, l’Arcivescovo, il Papa” allestita da Associazioni “Insieme per la Vita“.

La Chiesa di Cristo è in festa perché Papa Francesco proclama sette nuovi santi, questa grande gioia non riguarda solo la Chiesa Universale, ma il mondo intero, perché i Santi sono una grazia, una benedizione e un dono per tutta l’umanità.

I Varesini hanno voluto partecipare a questo grande evento celebrando la canonizzazione di Paolo VI, al secolo Giovan Battista Montini (1897-1978), con un pellegrinaggio a Roma guidato da Monsignor Luigi Panighetti, Prevosto di Varese e con l’allestimento di una mostra nel Battistero della Basilica organizzato dalle associazioni “Insieme per la Vita”.

La mostra è stata inaugurata il 14 ottobre alle 10.45 con una bellissima presentazione del decano, don Mauro Barlassina e resa ancora più bella e gioiosa per la partecipazione di un coro di ragazzi.

L’affluenza è stata numerosa e partecipata, anche il Sindaco Avvocato Davide Galimberti ha presenziato all’inaugurazione con parole di elogio e apprezzamento.

La gioia dei Varesini è grande perché Paolo VI non solo fu Arcivescovo della nostra diocesi, ma ebbe un profondo legame con la nostra città.

Lo ricordò il Cardinale e Arcivescovo di Milano Dionigi Tettamanzi nel 2009 a Villa Cagnola di Gazzada in occasione del convegno “ Montini – Paolo VI: l’evangelizzazione, compito e missione della Chiesa”, affermando che “ Varese e il Sacro Monte hanno un ruolo determinante nel far Santo Montini”. Il Sacro Monte era sede infatti della vicepostulazione: “già vive una tradizione montiniana, avviata con grande passione e intelligenza da Monsignor Pasquale Macchi” (1923-2006) che fu  arciprete del Santuario dopo la morte di Paolo VI e  suo segretario personale quando era ancora cardinale e negli anni del suo pontificato”.

La mostra è costituita da 42 pannelli che con fotografie e lettere autografe  raccontano la storia di Giovan Battista Montini “l’uomo, l’Arcivescovo, il Papa”. Il Movimento per la Vita di Varese e il Centro lombardo Metodo Billings hanno provveduto ad arricchire la mostra con due pannelli che riportano ampi stralci dell’enciclica “Humanae Vitae”, pubblicata il 25 luglio 1968.

Le associazioni “Insieme per la Vita” con questa mostra si propongono di onorare il Papa Santo così vicino alla nostra città, ma anche di esaltarne il coraggio, la determinazione, unite a tanta delicatezza e rispetto di tutti.

Paolo VI ha diffuso il Vangelo, proclamato e difeso la dottrina cattolica, l’autorità e il magistero della Chiesa sui temi fondamentali della vita, della dignità dell’uomo, del rapporto fede-ragione ricordando costantemente la verità su Dio e sull’uomo fatto a Sua immagine e somiglianza.

Il suo coraggio forse allora non fu compreso, ma ripercorrendo con la memoria la storia degli anni del suo pontificato (1963-1978) ci rendiamo conto che questo  fu eroico, testimone di un martirio incruento vissuto nell’interiorità; erano gli anni in cui la cultura del ‘68 aveva pervaso ogni ambiente della società, influenzando anche la Chiesa e completando un processo rivoluzionario plurisecolare con la separazione definitiva tra Vangelo e cultura. Tale deriva comportò un cambiamento epocale dal punto di vista antropologico, la rivoluzione sessuale e l’attacco al concetto stesso di autorità: “ né Dio, né padre, né padrone” era lo slogan in auge durante la protesta sessantottina.

Proprio questa critica all’autorità del magistero di Paolo VI, avvenuta in modo particolare in occasione della pubblicazione della Humanae Vitae da parte di molti dei suoi confratelli, più che la scontata critica dei media, fu vissuta con grande sofferenza, travaglio e nella solitudine che  segnarono profondamente nell’animo il grande Papa, perché ben pochi prelati ebbero il coraggio di sostenerlo pubblicamente.

“Come spesso accade quando c’è la presenza di un profeta, il mondo non si accorge o non lo comprende subito”, ha detto il decano di Varese, don Mauro, nel discorso di inaugurazione, riferendosi all’enciclica Humanae Vitae allora tanto contestata, ma definita “profetica” da Papa Francesco al ritorno dal viaggio nelle Filippine (2015).

Paolo VI si rivolgeva ad un mondo ormai pienamente secolarizzato, che nella volontà di autodeterminazione assoluta, escludeva Dio e la Sua legge dall’orizzonte umano, con la pretesa di vivere come se Dio non esistesse e decidendo da sé ciò che buono e ciò che è male.

In questa prospettiva si presentava una nuova antropologia, un nuovo concetto di dignità dell’uomo consistente nel considerare ogni desiderio un diritto, espresso nel celebre slogan “vietato vietare” e che si manifestò in modo particolare nella rivoluzione sessuale, cioè liberare la sessualità dalla sua funzione di completamento e perfezione dei coniugi e di apertura al dono della vita, riducendola unicamente ed egoisticamente ad un momento di soddisfazione personale.

In questo clima culturale che in poco tempo cambiò il costume di molte persone, l’Humanae Vitae si presentò come un inno alla gioia della vita e come inno del vero amore, della bellezza e dignità dell’amore sponsale, come occasione di santificazione dei coniugi, argomenti ripresi anche nell’enciclica di Papa Francesco “Amoris Laetitiae”.

Paolo VI fu definito anche il “Papa della cultura e della comunicazione”, infatti visitando la mostra vi si trova riscontro, si possono osservare fotografie e leggere lettere che testimoniano il suo grande amore per la cultura, l’arte, il suo intenso rapporto con filosofi e scrittori, con i giganti del ‘900, come Maritain, Guitton, De Lubac e Ratzinger.

La bella e ricca mostra è visitabile da domenica 14 ottobre fino al 21 ottobre ed è solo il primo evento  per commemorare San Paolo VI.

Don Mauro nel suo discorso ha sottolineato che, con l’Humanae Vitae Paolo VI fu il Papa dell’inno alla vita e  i due miracoli compiuti riguardano la nascita di due bambini nati nonostante le previsioni di un esito favorevole nella gravidanza fossero pessimistiche.

Le associazioni “Insieme per la vita” hanno la gioia di poter ospitare la piccola Amanda e la sua famiglia, che ebbe la grazia del miracolo della santità di Paolo VI per ascoltare la loro testimonianza venerdì 26 ottobre presso l’istituto di Maria Ausiliatrice Piazza Libertà 9, Varese.

Sarà un momento veramente unico ed emozionante per ascoltare direttamente la storia del miracolo di un Papa.

E’ proprio donando dei santi in ogni tempo che Dio dimostra di esserci vicino, di non lasciarci soli nelle grandi difficoltà della vita e il Padre è stato particolarmente generoso donando ben quattro papi santi in uno dei secoli più funesti della storia il ‘900 che vide due guerre mondiali, i totalitarismi atei e materialisti e la più grande persecuzione di cristiani di sempre: Papa Pio X, Giovanni XXIII, Paolo VI, Giovanni Paolo II e un papa venerabile Pio XII.

Parafrasando San Paolo possiamo affermare “… ma laddove è abbondato il peccato, ha sovrabbondato la Grazia” (Rm 5,20).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

2018-10-15T16:50:53+00:009/10/2018|