Aborto senza limiti Made in USA

Susanna Primavera​​
Settembre 5, 2026
Articolo: Aborto senza limiti Made in USA
pancia e piedino

Aborto senza limiti, moderna forma di infanticidio

In undici stati USA l’aborto è consentito fino alla nascita!

La governatrice democratica del Massachusetts, seguendo altri dieci Stati progressisti, ha autorizzato l’aborto fino alla fine della gravidanza.

La Governatrice è Maura Healey, che si definisce cattolica, e ha annunciato trionfante l’approvazione della legge che consente alla donna di abortire in qualsiasi momento della gravidanza, anche al nono mese senza dimostrare l’esistenza di rischi per la salute.

La nuova legge mortifera

Questa legge contiene anche un’aggravante in quanto l’aborto potrà essere effettuato non in ospedale ma in centri di cura abilitati in seguito al giudizio del solo medico curante.

I democratici del Massachusetts sono orgogliosi e felici per essere entrati a far parte degli undici Stati in cui è consentito l’aborto libero; vengono perciò pubblicate fotografie di dottoresse, infermiere ed attiviste che festeggiano per l’epocale vittoria a favore delle donne, in quanto l’aborto viene considerato una conquista di libertà.

La deputata che ha promosso il disegno di legge Lindsay Sabadosa spiega: “La gravidanza è una situazione complessa e sono grata alla Camera del Massachusetts per aver approvato una norma che elimina gli ostacoli e garantisce la competenza medica come standard di cura.

Tutto si riduce ad una convinzione semplice ma fondamentale: le decisioni sull’aborto devono rimanere una questione fra la paziente e il suo medico. Nessun altro.”

Come scavalcare la morale

La nuova legge che ha per titolo “Prioritizing Patient Access to Care Act”, ovvero “Legge che dà priorità ai pazienti per l’accesso alle cure”, è certamente un titolo fuorviante che intende così scavalcare un certo grado di impaccio morale nell’acconsentire di togliere la vita ad un feto compiuto, in pratica ad un neonato.

Secondo la governatrice, i benefici che avrebbero le pazienti che si trovano ad affrontare diagnosi fetali difficili e gravi complicazioni sarebbero due: proteggere la libertà riproduttiva e rafforzare l’accesso all’assistenza sanitaria riproduttiva.

Tali “vantaggi” non hanno alcuna logica in quanto la medicina attuale è perfettamente in grado di riconoscere malattie gravi che metterebbero a rischio la vita delle donne molto prima del nono mese.

Piedini neonato

Un calcio ai diritti umani

Questa legge sembra voler dare una risposta medica ai problemi che possono presentarsi ad alcune donne in gravidanza ma qui il termine cura diventa sinonimo di morte; la soluzione fa rabbrividire per la superficialità, l’ignoranza e l’insensibilità riguardo ai diritti umani.

Questa ideologia infatti non tiene assolutamente conto dei diritti del bambino, del più indifeso, più fragile, il cui destino viene così segnato da scelte altrui.

Secondo la Costituzione, il riconoscimento dei diritti inviolabili dell’uomo, senza alcuna discriminazione, si fondano sul diritto alla vita. Pertanto, il ​​diritto alla vita di ogni essere umano rappresenta il principio basilare di ogni ordinamento giuridico, “ogni individuo ha diritto alla vita”.

Ora, il diritto alla vita compete anche al nascituro concepito, che è una persona come noi con pari dignità, e non certo una “cosa”!

Donna incinta bimbo

Possibili conseguenze

Prima dell’introduzione di questa legge, l’aborto dopo le 24 settimane, era consentito solo quando vi era rischio per la vita o per la salute fisica e psichica della madre oppure a causa di gravi anomalie o malformazioni del feto.

Tuttavia, ora queste estreme condizioni vengono annullate in quanto prevale il criterio professionale del medico che pratica l’aborto.

In Italia la legge 194 prevede l’interruzione di gravidanza entro i primi 90 giorni. E’ auspicabile che le correnti di pensiero di alcune femministe ed attiviste non vengano sostenute per modificare, anche da noi, le disposizioni attuali adducendo le stesse motivazioni degli Americani.

Dott.ssa Lucia Bianchi

Membro del Direttivo del Movimento e Centro di Aiuto alla Vita di Varese