La riproduzione programmata: PMA e utero artificiale

Susanna Primavera​​
Agosto 17, 2026
Articolo: La riproduzione programmata: PMA e utero artificiale
amore umano

Ricerche miliardarie su PMA e utero artificiale

In California numerose ricerche sulla riproduzione stanno procedendo a grandi passi con finanziamenti miliardari da parte delle Big Teck della Silicon Valley.

Sono progetti di eugenetica in cui il concepimento di esseri umani in laboratorio vuole superare quello naturale; tutto ciò può sembrare fantascienza ma accadrà in un futuro non molto lontano; al momento, questi studi sono stati effettuati con successo su animali.

Con ricerche miliardarie sovvenzionate dai vertici delle Big Teck, la bioingegneria sta superando i limiti della natura umana, partendo dalla fecondazione in vitro fino all’uso di uteri artificiali.

I ricercatori affermano che combinando molte tecniche sperimentali si potrà contrastare il calo delle nascite con un’accelerazione dell’evoluzione umana; per ora queste metodiche sono riservate a persone molto facoltose ma sono già una realtà.

Alla ricerca del figlio “perfetto” come una macchina

Sono tante le startup che offrono servizi di procreazione assistita con la possibilità di selezionare embrioni perfetti, l’anello mancante resta l’utero artificiale in cui far crescere il feto per nove mesi in una capsula (bio bag) riempita di un fluido simile al liquido amniotico. A tutt’oggi, l’ectogenesi viene utilizzata per parti prematuri al fine di consentire lo sviluppo dei polmoni senza il trauma dell’ossigeno gassoso, ad una temperatura costante come nel grembo materno.

La gravidanza diventa un atto meccanico, non naturale, pianificato in ogni sua fase; la vita umana viene quindi programmata scientificamente per consegnare il prodotto finito: il bambino “perfetto”, senza alcun difetto, con caratteristiche fisiche scelte a catalogo, .

Gli scienziati che utilizzano tecniche di ingegneria genetica e di bioingegneria dovrebbero porre dei limiti a ciò che considerano un avanzamento della scienza medica in quanto coinvolgono risvolti etici; il rischio è quello di considerare la persona umana da riprogrammare in funzione di un errato concetto di efficienza.

Sorgono spontaneamente dubbi bioetici

La ricerca e la tecnologia rivolte alla vita umana non devono essere avulse da ogni principio morale, purtroppo è una credenza di molti che l’individuo “perfetto” sia quello vincente mentre colui che è portatore di qualche difficoltà è considerato alla stregua di materiale da scarto.

Ammesso e non concesso che si possa veramente raggiungere la perfezione di un corpo, chi può veramente garantire un’intelligenza brillante, una sensibilità fuori dal comune, i rischi di una malattia? Non è forse l’esperienza personale di vita di ciascuno che, imprimendosi nella carne, plasma la personalità e modifica le sembianze umane?

Inoltre per avere un figlio a tutti i costi, si sacrificano tanti altri suoi fratelli potenziali facendone una strage. Tale prassi non può considerarsi moralmente accettabile perché vengono eliminate vite umane.

Il figlio nato in provetta e non dall’atto sessuale

Se la riproduzione diventa un atto meccanico, quanto grande sarà la perdita di umanità?

Infatti, il rischio di perdita secca di umanità sta anche nella perdita dell’atto sessuale vero e proprio; non se ne parla ma se la riproduzione in natura lo richiede, una ragione profonda c’è. Negli animali, ciò avviene per istinto in modo ciclico. Per gli esseri umani non è affatto così; l’uomo e la donna sono molto più complicati ed esigenti e desiderano “amare” nel corpo e nello spirito. Generare un figlio attraverso l’atto sessuale è, a dir poco, esaltante; non è così per la PMA, gelida unione di cellule, fuori dal corpo dei genitori e, in prospettiva, solitario sviluppo lontano anche dal corpo della madre…

Quando l’atto sessuale nelle sue due specie: unitivo e procreativo viene sostituito con l’inseminazione artificiale ad esempio, come vive la coppia questo agito? Quali domande, quali timori, con quale animo viene vissuto l’evento riproduttivo artificiale? Vi è dunque anche una dimensione psicologica legata alla sessualità e alla relazione di coppia da tenere presente e monitorare, quando si vuole far nascere un figlio in provetta.

Dott.ssa Lucia Bianchi

Membro del Consiglio Direttivo del Mpv-Cav Varese

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