“The wayfaring stranger” è una canzone popolare inglese illustra cosa significa essere cristiani: significa vivere sapendo che c’è un al di là e volerlo raggiungere.

Come è qui sulla terra

“I’m just a poor wayfaring stranger
I’m traveling through this world of woe”

La traduzione dice: “Sono solo un povero viandante straniero; viaggio per questo mondo di avversità”. Il nostro mondo è luogo di avversità, dolore e sofferenza.

“[…] I know dark clouds will gather ‘round me
I know my way is rough and steep”

“So che nuvole oscure si raduneranno intorno a me; so che la mia strada è ardua e scoscesa”. Il viaggio verso il Cielo è in salita e faticoso.

Come è il Paradiso

“Yet there’s no sickness, toil nor danger
In that bright land to which I go”

“Non ci sono malattia, fatica, né pericolo
In quella terra splendente in cui vado”

Una citazione di Seneca riporta: “Non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare”. Chi non ha una meta, si vede costretto a stordirsi di ogni piacere effimero che si può provare. Il marinaio senza meta, infatti, non va da nessuna parte perché non viene spinto dal vento, da una motivazione. Noi, invece, possiamo, sfruttare quel “vento favorevole” per arrivare in Cielo: l’amore sconfinato di Cristo e l’amore dei nostri cari qui sulla terra.

Perché mettersi in viaggio?

Questa canzone è stata utilizzata nel film “1917” del 2019 diretto da Sam Mendes. Trovo che sia una colonna sonora particolarmente evocativa inserita in un film sulla Prima Guerra Mondiale, ove trovare il significato della vita era assai arduo. Guerre, morte, pandemie: dove è il senso di tutto ciò?

“I’m going there to see my mother
I’m going there no more to roam”

“Sto andando lì per incontrare mia madre
Sto andando lì per non vagare più

“I’m going there to meet my Saviour
To sing his praise forever more
I’m just a going over Jordan
I’m just a going over home”

“Sto andando lì per incontrare il mio Salvatore
Per cantare le sue lodi per l’eternità
Sto solo andando oltre il Giordano
Sto solo andando a casa”

Il viandante vuole raggiungere il Paradiso per incontrare Dio Padre, ma anche tutti i suoi cari, suo padre e sua madre. È per questo che ci mettiamo in moto: per non vagare più e stare perennemente nella Sua Luce. Nel mentre, viviamo il presente, accettando la sofferenza, molte volte anche senza comprenderla e continuiamo a camminare, proprio come un “povero viandante” verso la meta. Il viandante, che siamo tutti noi, sta “andando a casa”, perché è quella la nostra vera casa.

Conclusioni

Nonostante la canzone descriva la terra in modo malinconico, la Chiesa e Gesù stesso, non condannano l’uomo a mettersi in viaggio senza godere delle bellezze che il nostro mondo ci riserva. La bellezza del Creato, il buon cibo, l’affetto di amici e parenti sono Suoi doni, godiamone e ringraziamo.

Virginia Banfi

https://youtu.be/fp7mdSMNQB0 link alla canzone

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