L’obiezione ai pro-life

Una delle più comuni obiezioni delle persone che sono pro-aborto si esprime attraverso una simile asserzione: “Sei contro l’aborto? Non abortire! Non impedire agli altri di farlo!”. Come a dire: “Io non limito la tua libertà, quindi tu non limitare la mia!”.  Questa obiezione ha le sue radici in una concezione della libertà che esalta in modo assoluto il singolo individuo. L’individualismo imperante, dunque, ci conduce a un isolamento psicologico sempre più accentuato e ci illude che l’esasperazione del concetto di soggettività possa portare alla felicità.

 

Se vuoi il bene dell’altro vuoi che segua il giusto!

Se vuoi il bene dell’altro, vuoi che segua la giusta strada. Per esempio: se una persona si stesse per suicidare buttandosi da un ponte, tu non cercheresti di salvarla? Oppure te ne andresti con indifferenza perché, alla fine, tu sei contro il suicidio, ma gli altri devono avere il diritto di scegliere come e dove morire. Questo ci riporta anche a un altro grande tema di attualità: l’eutanasia e il suicidio assistito. Inoltre, quando una persona arriva al gesto estremo di togliersi la vita, ecco che si presenta quel che Papa Giovanni Paolo II definiva come un “malinteso senso di umana pietà e altruismo”. Quando accadono queste tragedie, le persone si prodigano in un finto dispiacere per l’accaduto. Avere pietà dell’altro, invece, è stargli accanto e portare la Verità del Vangelo sulla vita. Quest’ultima consiste nell’annunciare che la vita è un dono, non è un diritto e non è una questione su cui noi possiamo esercitare il nostro potere coercitivo.

L’estremo relativismo

Il relativismo in cui siamo immersi ogni giorno ci invita e ci culla nella convinzione che qualunque nostra scelta sia giusta e/o accettabile. Ognuno può fare e dire ciò che vuole. Ma è davvero così? Questo ci fa bene? Fare ciò che vogliamo può ledere il diritto di un altro, proprio come accade nel caso dell’aborto. Quando una donna esercita il diritto di abortire, inevitabilmente prevarica con la sua libertà, la libertà del bambino. Come scrive Papa Giovanni Paolo II, si tratta della libertà dei più forti contro quella dei più deboli. In conclusione, stiamo creando una cultura in cui non c’è spazio per la vita nascente che, essendo fragile, deve essere custodita e necessariamente dipendere da un altro.

 

Bibliografia: Evangelium Vitae, 1995, Giovanni Paolo II

Virginia Banfi

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