Arriva a Varese una mostra che permetterà di capire meglio che cosa significhi “identità“, dal punto di vista sessuale.
Esposta nel battistero della basilica di San Vittore con inaugurazione il 13 febbraio alle ore 15:00, sarà visitabile fino al 21 febbraio, con guida prenotandosi a questo indirizzo mail:presidente@vitavarese.org
La Mostra nasce dall’esigenza di affermare il carattere costitutivo della persona umana nella sua differenziazione sessuale, approfondisce l’identità dell’essere maschio e femmina nella comune dignità umana e, allo stesso tempo, la differenza sessuale come dimensione essenziale della persona.
L’esposizione è divisa in tre sezioni: scientifica, antropologica e teologica. Si tratta di un vero e proprio percorso di carattere culturale, ma non solo, che permette di far emergere per ogni ambito l’origine e il senso della differenziazione di ogni persona in maschio e femmina, intesa proprio come il documento scritto nel corpo della naturale accoglienza dell’ “io” nei confronti del “tu”. Si spiega così il valore della sessualità intesa come espressione di tutta la persona.
Costituita da 33 pannelli strutturati con immagini e spiegazioni, tra essi spicca la terza sezione, di impianto teologico, che parte dal primo libro della Genesi e, attraverso testi desunti dalla Bibbia, dal Magistero della nostra chiesa, permette di cogliere la bellezza della creazione dell’uomo a immagine e somiglianza di Dio, nella dualità maschile e femminile.
Il percorso è reso particolarmente comprensibile grazie a Giovanni Paolo II con alcuni suoi documenti in cui ha descritto la grandezza dell’uomo e della donna; gli scritti di Benedetto XVI e il catechismo della chiesa cattolica, unitamente a un messaggio di Papa Francesco, completano la visione di una educazione alla identità sessuata, indispensabile per la maturazione affettiva della persona, soprattutto del giovane.
Riportiamo le parole di Giovanni Paolo II: “l’uomo diventa immagine di Dio non tanto nel momento della solitudine quanto nel momento della comunione. Egli, infatti, è fin “da principio“ non soltanto immagine in cui si rispecchia la solitudine di una persona che regge il mondo, ma anche, ed essenzialmente, immagine di una imperscrutabile divina comunione di persone“. (udienza generale, 14 novembre 1979.)
Prof. Vittoria Criscuolo
Presidente Movimento e Centro di aiuto alla Vita di Varese