L’ACE Study

L’ACE Study (Adverse Childhood Experiences Study) è uno studio condotto tra il 1995 e il 1998 in California. L’obiettivo era quello di indagare l’effetto delle esperienze traumatiche vissute nei primi anni di vita sull’insorgenza di patologie sia fisiche che mentali, sui costi dell’assistenza sanitaria e sull’aspettativa di vita in età adulta.

ACEs

Nello studio sono state prese in considerazione le esperienze vissute all’interno del contesto familiare prima dei 18 anni di età:

  • Abuso fisico ricorrente
  • Un membro della famiglia gravemente depresso, con disturbi mentali conclamati, istituzionalizzato o suicidario
  • Abuso psicologico ricorrente
  • Abuso sessuale
  • Presenza all’interno del nucleo familiare di una persona dipendente da alcol o da sostanze
  • Presenza di un solo o di nessun genitore
  • Presenza all’interno della famiglia di una persona incriminata per un reato
  • Trascuratezza emozionale
  • Trascuratezza fisica
  • Presenza di una madre trattata in modo violento

Tali esperienze hanno un impatto a lungo termine sull’insorgenza di malattie mediche, sull’adozione di comportamenti a rischio da parte degli individui e sull’insorgenza di psicopatologia. Pertanto, è fondamentale prevenire in vista di un miglioramento dello sviluppo bio-psico-sociale del soggetto.

Prevenzione

Il CAV e il Movimento per la vita hanno anche un ruolo preventivo: il primo fornisce sostegno economico e materiale, oltre che una rete sociale di sostegno, il secondo agisce come promotore di una cultura che guarda alla persona e questo previene molti aspetti sopra citati. Spesso le madri che hanno intenzione di abortire presentano diversi fattori di rischio che potrebbero portare ad alcune esperienze avverse nell’infanzia. Essere consapevoli delle opzioni offerte dai servizi di volontariato può aiutare le madri che aspettano un bambino nel cercare aiuto e sostegno.

Conclusioni

Spesso i volontari non possono “salvare la situazione” in toto, ma si propongono come persone che sanno offrire relazioni riparative in situazioni scarsamente tutelanti per madri e figli. Il saper guardare alla persona come degna di esistere, che sia un feto o una persona adulta, è il punto di partenza fondamentale per poter diffondere una cultura a difesa della vita.

Virginia Banfi