Bisogna davvero vedere il male per prenderne le distanze?indifferenza

Mi sono posta questa domanda e la risposta, essenzialmente, è no. Il Cristianesimo ci insegna che non bisogna compiere il male o “toccarlo con mano” per capire che è male. Per fortuna i cristiani non sono tutti come San Tommaso. Cosa, quindi, ci guida in tal senso? La fede e la ragionevolezza.

Ragionevolezza e fede

È fondamentale ribadire che anche i non credenti possono capire ciò che è male e ciò che è bene: non sono guidati dalla fede, ma dal buon senso. Il buon senso è ciò che spinge il non credente a comprendere e sentire che anche senza fede si può seguire una morale. La compassione, la solidarietà e l’umanità vengono messe in atto da persone con buon senso. Il passaggio da ragionevolezza a fede è stato spiegato molte volte, rispondendo all’obiezione per cui anche un non credente può compiere il bene, per esempio, facendo volontariato. Verissimo, ma la differenza tra un non credente e un credente è che uno spiega il perché lo fa, l’altro il per Chi. Il credente vede nel prossimo Dio stesso e per questo è chiamato a prendersi cura di lui e amarlo come sé stesso.

Il maledonna_uovo

La fede ci porta a credere nella Risurrezione di Cristo e ci porta a credere che se una cosa è male è bene non avvicinarsi, non rischiare. Nel film “Unplanned”, che racconta la storia vera di Abby Johnson, la protagonista, divenuta direttrice di una clinica di Planned Parenthood si rende conto dell’atrocità dell’aborto solo anni dopo l’inizio del suo impiego lì. Ciò che la converte è assistere a un aborto chirurgico per aspirazione. In quel momento, guardando l’ecografia dell’utero della donna che sta abortendo, vede con i suoi occhi cosa succede: un bambino che lotta per la sua vita, la sonda che aspira il feto, il vuoto dell’utero. Questo la porta a dimettersi dall’incarico. Questa e altre scene portate sul grande schermo hanno proprio la stessa finalità: denunciare a più persone possibili ciò che realmente accade in un aborto.

La prevenzione del male

Quando si fa sensibilizzazione si crede, in fondo, nella prevenzione del male, fisico, psicologico o spirituale che sia. La prevenzione, difatti, poggia sulla credenza che se si può evitare, meglio. Bene, stessa cosa accade con il Male per eccellenza: il peccato. Non c’è bisogno di vedere un’ecografia di un aborto per capire che è sbagliato. La protagonista, probabilmente, ne ha avuto bisogno perché era stata immersa per anni in un ambiente e in un’ideologia che l’ha convinta che l’aborto sia giusto, un diritto della donna, un’opzione tra le tante per il controllo delle nascite.

L’ideologia del Male

Ciò che ci acceca, dunque, non è la semplicità del Male (ricorda molto “La banalità del male” di Hannah Arendt, 1963), ma l’ideologia del Male. In un mondo che ci dice che è bene ciò che è male, solo quando lo vedi, capisci pienamente che è l’esatto contrario. Come, quindi, non farsi intrappolare dall’ideologia del Male? Non ho una risposta, ma per la mia breve esperienza di vita cristiana posso dare alcuni consigli.

Alcuni consigliamici

  • Non essere solo, fatti accompagnare da amici che parlano in verità, che riescono a far emergere i tuoi limiti senza sminuirti o accusarti, ma tendendo la mano per aiutarti a migliorare.
  • Stai in una comunità o fraternità dove si possa sentire profumo di santità, dove ci sono persone da prendere come esempio e che hanno più esperienza.
  • Se sei credente, fatti accompagnare anche da una guida spirituale, una figura, la maggior parte delle volte un sacerdote, che incarni Cristo, una persona che ti guidi, ma stando al tuo passo, che ti ami così, ma cerchi di innalzarti alla santità.
  • Non cedere al ricatto della società, dei compagni di classe, dei colleghi, che ti fanno sentire diverso e sbagliato perché non segui ciò che loro seguono (sui social, nella moda, nelle abitudini, nel modo di porsi con l’altro).

La legge del diversoragazza_chiesa

Oggigiorno vige la legge del diverso: se sei diverso, sei “cool” perché possiamo dire che ti includiamo. Se sei diverso, nel senso che non desideri andare ad alcune feste, serate in discoteca, vestirti in un certo modo, porti in modo diverso verso l’altro sesso, non guardare alcuni film/serie tv, allora non sei così incluso come avresti pensato. Se sei cristiano e non ti vergogni di esserlo poi, beh sei additato come moralista, bigotto o illuso perché hai dei valori da seguire. Seguendo questi consigli non ti sentirai solo e, non facendoti imbrogliare dall’ideologia del Male, cadrai in errore (il peccato) molto meno, perché imparerai ad amare seriamente, distinguendo Bene e Male e scegliendo di distanziarti dal Male.

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Virginia Banfi