Il 24 gennaio a Milano, alle 16.00 presso Palazzo Biandrà, sede della Banca Mediolanum sarà presentato il libro “Attrazione digitale. Il lato oscuro del transumano e dell’intelligenza artificiale”di Giulia Bovassi.
( iscrizione richiesta fino ad esaurimento posti sul sito http://www.iltimone.org) Si tratta di un saggio filosofico-bioetico che analizza con lucidità e preoccupazione la fascinazione sempre più pervasiva esercitata dalle tecnologie digitali e dalle promesse transumaniste.
L’autrice, bioeticista e ricercatrice presso la Cattedra UNESCO in Bioetica e Diritti Umani, parte da una constatazione netta: viviamo già immersi in un mondo in cui abbiamo delegato alle macchine porzioni sempre più ampie della nostra esistenza cognitiva, emotiva e relazionale. Smartphone, algoritmi, assistenti vocali e realtà aumentata non sono semplici strumenti: diventano protesi identitarie che modificano profondamente il nostro modo di pensare, desiderare e relazionarci.
Il cuore del libro è la messa in guardia rispetto al “salto” apparente breve che separa l’uso quotidiano di questi dispositivi dall’ideale transumano più radicale: l’integrazione diretta tra corpo umano e macchina (microchip cerebrali, interfacce neurali come Neuralink, uploading della mente). Bovassi evidenzia come questa traiettoria nasconda un lato oscuro: la progressiva erosione della condizione umana così come la conosciamo, fatta di limite, vulnerabilità, carnalità, tempo e mortalità.
Il transumanesimo e la forte accelerazione dell’intelligenza artificiale vengono letti non solo come fenomeni tecnologici, ma come proposte antropologiche alternative che ridefiniscono cosa significhi essere umani. L’attrazione verso il digitale è dunque ambivalente: promessa di potenziamento illimitato da un lato, rischio di svuotamento dall’altro. La perdita del corpo come luogo originario di esperienza, la mercificazione della relazione, la crisi della responsabilità personale e la tentazione di superare i vincoli naturali sono alcuni dei pericoli che l’autrice scandaglia con riferimenti filosofici, teologici e bioetici.
Il testo non è un luddismo nostalgico, ma un invito pressante a esercitare uno sguardo critico prima che la delega diventi irreversibile. In circa 200 pagine, Bovassi offre una riflessione densa e accessibile, utile a chiunque voglia comprendere le sfide antropologiche decisive del nostro tempo.
Un monito a riflettere.