La pornografizzazione delle emozioni
Negli ultimi anni, è emerso preponderante il fenomeno della pornografizzazione delle emozioni. Sui social, assistiamo alla condivisione di video e post che trattano il tema emotivo, ma come elementi da esternare e distorti. Non è un caso, infatti, che gli adulti fatichino sempre più a distinguere l’ambito privato da quello pubblico. Questo è un tema delicato che chiama in causa bambini e ragazzi che vengono esposti sui social. Cosa è privato e cosa non lo è?
Emozioni evitate
Il mondo adulto, inoltre, è come se lanciasse ai ragazzi il messaggio di non sperimentare mai rabbia, paura, tristezza. Queste emozioni, generalmente considerate negative, non vengono accolte poiché questo come genitore e come adulto, significa sperimentarsi nella relazione. L’adulto deve costituirsi come base sicura e fornire contenimento emotivo. Ciò è impegnativo e richiede il mettersi in gioco, richiede il riparare le rotture nella relazione e il tollerare la frustrazione.
Emozioni e ritiro sociale
Il fenomeno del ritiro sociale, molto più comune nei ragazzi d’oggi, potrebbe essere letto come un ultimo, disperato, tentativo di attirare l’attenzione sul proprio disagio psicologico. Sono ragazzi che magari hanno provato a esprimere rabbia, ma quest’ultima è stata guardata come una bomba nucleare, come qualcosa da evitare accuratamente. L’adulto che si mostra impaurito dalle emozioni dei figli e dei ragazzi, non fornisce contenimento. Il messaggio è: “Se non vado a scuola, se resto chiuso in camera mia, mi guardi? Capisci che sto male?”. Quando i ragazzi sfidano l’obbligo scolastico e l’assoluzione dei ruoli sociali quotidiani stanno mandando un messaggio forte alle orecchie degli adulti capaci di ascoltare.
Conclusioni
Gli adulti capaci di sostenere i ragazzi riescono a trasmettere loro che il dolore, la paura, la rabbia fanno parte della crescita. Se si è in grado di farlo, questo dona una risorsa preziosa ai ragazzi che li percepiscono come figure presenti e solide. Questo articolo non vuole colpevolizzare gli adulti nella fatica di stare con le emozioni dei figli e dei ragazzi. Non si vuole neanche generalizzare, ma condividere uno spunto di riflessione sulla relazione tra genitori e figli.
Virginia Banfi
