Aborto, perché? I 6 motivi per cui una donna interrompe la gravidanza

Vittoria Criscuolo​​
Ottobre 23, 2020
Articolo: Aborto, perché? I 6 motivi per cui una donna interrompe la gravidanza
Tabella motivi aborto

Aborto, perché? Quali  sono i 6 motivi principali che spingono una donna ad interrompere la gravidanza? La risposta si può leggere a questo link https://www.medicalnewstoday.com/articles/reasons-for-abortions, realtà non sospetta di simpatie pro-life. I dati sono davvero impressionanti, perché rivelano quante donne potrebbero essere facilmente aiutate e, se sostenute nella difficoltà del momento, potrebbero optare per la vita del bambino. In Italia la legge non consente di conoscere i motivi che spingono la donna a decidere per l’aborto, per via della privacy, mentre negli Stati Uniti è possibile saperlo.
Ipotizziamo che le motivazioni nel nostro Paese siano sovrapponibili a quelle delle donne americane.

Veniamo ai numeri:

1) “Un bambino cambia la vita”

Donna in carrieraIl 36% delle donne che abortisce afferma di  “ non essere pronte emotivamente per un bimbo”. In effetti, un bimbo trasforma completamente la vita di chi lo accoglie, di chi gli sta attorno. Ma i cambiamenti sono necessariamente negativi? L’esperienza di chi presta volontariato per la vita testimonia l’esatto contrario: chi accetta di portare avanti una gravidanza, anche in condizioni difficili, mai se ne pente. Il bambino, quando nasce, ripaga di tutte le ansie e ha il potere di diradare tutte le nubi. Inaspettatamente, intorno alla futura mamma, si crea un cordone di solidarietà non solo con i parenti ma anche con persone vicine che precedentemente non avevano un ruolo attivo nella vita della gestante.

2) “ Un bambino costa”

Il 40 % afferma di non “ potersi permettere economicamente un bimbo” al momento. Povertà donnaLa difficoltà economica è sicuramente la più semplice da superare: l’aiuto delle associazioni di volontariato presenti su tutto il territorio nazionale non viene mai a mancare, non si rifiuta mai il sostegno concreto alla donna in attesa. Progetto Gemma, aiuti in danaro, beni materiali per il neonato e la mamma, cullina, carrozzina e passeggino, latte in polvere e pannolini, vestitini…tutto quello che serve è a disposizione per la mamma in attesa che ne ha bisogno. Anche la disponibilità di un appartamento fa parte delle risorse del Movimento e Centro di aiuto alla vita.

3) “ Crescere un bambino da sola non fa per me”

Il 31% delle donne dichiara di aver problemi con il partner e di non avere relazioni stabili.  Non si può certo imporre ad una donna di essere madre, ma, quando il bambino c’è già, gravidanzaquando la gravidanza arriva inaspettatamente, c’è una strada alternativa alla soppressione del piccolo: la legge italiana prevede la possibilità di partorire in ospedale, in sicurezza e nell’anonimato, e di lasciare il piccolo, che nel giro di pochi giorni verrà affidato ad una famiglia che potrà adottarlo. Si chiama “ mamma segreta”, ed è il segno di un grande amore: si dona la vita al bimbo e si contribuisce alla felicità di una coppia.

4) ” Ho già figli, basta così”

Il 29% afferma di aver “ fatto abbastanza figli”, di aver cioè completato il proprio ruolo di madre e di non voler ricominciare ad occuparsi di un neonato oppure di essere già sovraccariche così dagli impegni con i figli. Anche in questo caso l’adozione del bambino dopo la nascita può rappresentare la scelta migliore per tutti.

5) ”Preoccupazioni per la propria salute o quella del bimbo”

Il 12% delle donne intervistate ammette uso di droghe, tabacco, alcol e si dichiara preoccupata anche per la salute mentale del piccolo.

Ci chiediamo perché una donna abbia così poco amor proprio da ridursi a ledere la propria salute ma, nel contempo, a intrattenere relazioni fisiche che potrebbero portare a gravidanza. La ferita inflitta al corpo si aggiunge a quella causata alla piccola creatura innocente.

6) “Sono troppo giovane, non mi sento matura per un bimbo”

La domanda che ci si può porre è: se ci si sente immature, se si è troppo giovani per avere un bimbo, per dargli l’affetto e le cure di cui ha bisogno, perché ci si è messi nella condizione di restare incinta? Nel 2026 ormai è noto che una gravidanza si instaura dopo un rapporto sessuale avvenuto in fase fertile della donna, si studia biologia alle scuole medie. Se si è immature per un figlio forse si è tali anche per avere un rapporto con un uomo.

 

I dati riportati nell’articolo si riferiscono al 2025 e non menzionano casi di aborto a seguito di violenza. Altre fonti però ne riportano numeri molto ridotti.

Gravidanze dopo stupro o incesto? Percentuali vicine all’1%.

Non si potrà mai immaginare il dolore di una donna che subisce violenza, un dolore che probabilmente la accompagnerà per tutta la vita. A questo dolore, però, con l’aborto, si aggiunge un dolore ancora più grande. Perché farsi del male da sola, dopo aver già subito un male incommensurabile? Ci sono testimonianze stupende di donne che hanno scelto la vita anche in questi casi, e non se ne sono pentite! Si può leggere qui l’articolo in merito, basato sull’esperienza reale di una ragazza nata a seguito di stupro.

Riflessioni e conclusioni:Feto impronte

Quanto conta la mentalità della società? Se ci fosse semplicemente un cambiamento culturale per cui la donna, madre, risultasse agli occhi di tutti come una risorsa, proprio grazie alla sua condizione di donna incinta, i numeri dell’aborto cambierebbero drasticamente, la mamma non si sentirebbe più sola e, anzi, valorizzata e sostenuta, porterebbe avanti fieramente la gravidanza.

Cosa manca? Una cultura per la vita, un’attenzione alla persona dell’altro in condizioni di fragilità, in poche parole, l’amore per il bambino, il più fragile fra i fragili.

Se sei in difficoltà per la gravidanza, chiama o scrivi al Movimento e Centro di aiuto alla Vita di Varese. Non sei sola!