Ogni paese, un campanile
L’Italia è il Paese delle campane; anche il più piccolo borgo ha il suo campanile che spicca verso l’alto. Oltre ad essere uno dei più potenti temi letterari e poetici di sempre, il suono delle campane risiede nei ricordi di ciascuno di noi, fin dall’infanzia.
Pensando al suono delle campane, a festa, semplicemente gioiose, addirittura maestose nel giorno di Pasqua, oppure a morto, con i rintocchi ripetuti e cadenzati, simili ad un mantra solenne e triste, emergono i versi delle poesie che hanno immortalato i rintocchi delle campane, con il loro profondo significato simbolico di porto dell’anima, come nella stupenda poesia di Giovanni Pascoli “La mia sera“.
Le campane sono diffuse in tutto il mondo ma in Italia, in particolare, ogni paese ogni regione ha creato usanze e modalità specifiche nell’utilizzo delle sequenze dei suoni e le ha poi tramandate nel tempo. L’Italia ha così ottenuto un riconoscimento specifico dall’UNESCO per la sua “Arte Campanaria tradizionale”.
In esso, si sottolinea l’unicità e la profondità culturale dei nostri suoni campanari, che costituiscono un vero e proprio patrimonio culturale immateriale.
La storia delle campane è antichissima, dalle enormi campane cinesi (chung) del VIII a.C. ai campanelli bronzei trovati a Sparta (VII sec. a.C.), al campanellino trovato nei pressi di Babilonia (I millennio a.C.) alle numerose campane d’oro sul tetto del tempio di Salomone (974-937 a.C.).
Le campane vanno considerate quindi vere e proprie opere d’arte che suscitano sentimenti e richiamo all’arte e alla spiritualità, richiedono maestria e specifica competenza nel loro uso tecnico e musicale ed esprimono maestosità e bellezza, simbolismo ed incanto.
Per chi suona la campana?
Rimanendo nel campo della letteratura, pensando ad una campana che suona “a morto” può venire subito in mente per associazione, il famoso romanzo di Hernest Hemingway “Per chi suona la campana” del 1940. Nel titolo del romanzo, si allude ad un verso (Meditazione XVII ) del poeta John Donne (1572-1631) «And therefore never send to know for whom the bell tolls. It tolls for thee», che tradotto dice “non cercare di sapere per chi suona la campana, perché la campana suona per te”.
Il verso rappresenta un monito, simile ad un memento mori, ma ha anche un’accezione diversa, legata non tanto alla brevità della vita, quanto alla condivisione di un unico umano destino e al senso di solidarietà tra gli esseri umani. Perciò. ogni morte umana ci riguarda, per la profonda umanità che lega tutti gli esseri umani.
Se questo principio è ancora valido e ogni morte ci riguarda, dovrebbe essere vero anche per la morte dei bimbi vittime dell’aborto, morti innocenti. Sono circa 200.000 al giorno, ovvero 44 milioni all’anno, gli aborti nel mondo!
Ogni giorno nel mondo 200.000 aborti
Oggi ci diciamo interconnessi ma ci sentiamo ancora in qualche modo “fratelli”, responsabili gli uni degli altri? Dall’ascolto delle notizie quotidiane dal mondo, l’impressione è sovente di essere precipitati indietro nella storia, in un tempo primitivo, malvagio.
Siamo invece nel pieno della modernità, dove domina l’interesse (egoistico, economico) del singolo (individui, stati, gruppi di potere) e prevale a scapito del benessere della maggioranza e viene imposto con ogni mezzo, con un ritorno alla prepotenza, senza pietà per nessuno e senza giustizia.
Questo modo di pensare pieno di cinismo è stato definito “falsa coscienza illuminata” dal filosofo contemporaneo Peter Sloterdijk nella sua opera “Critica della ragion cinica” del 1983. Il cinismo dell’Occidente industrializzato, secondo il filosofo, è una falsa coscienza illuminata, che ci porta a mettere in discussione i valori fondamentali, i principi assoluti di sempre, considerati (dall’illuminismo in poi) non più attuali e obsoleti.
Tuttavia, senza questi fari valoriali e morali non è più possibile riuscire a discernere la via più giusta per orientare in modo idoneo comportamenti e scelte di vita. Dunque il cinismo ha come conseguenza la tristezza e la depressione.
Poiché un bambino è tale fin dal concepimento, la falsa coscienza ha generato la narrazione che lo fa passare per un “grumo di cellule”, a dispetto della stessa scienza, prima osannata dallo scientismo e ora “dimenticata” dall’ideologia del dominio cinico sul mondo.
Fortunatamente, le campane suonano anche per risvegliare le coscienze degli uomini che hanno dimenticato di essere figli di Dio.
La campana della diocesi di Sanremo
La campana di Mons. Suetta, vescovo della diocesi di Sanremo-Ventimiglia, è una campana che suona ogni giorno, alle ore 20, per i bimbi morti in seguito all’aborto volontario o involontario. In questa intervista, Mons. Suetta racconta molto chiaramente la vicenda: ogni anno, in preparazione della Giornata per la Vita, prima domenica di febbraio, la comunità cattolica di Sanremo si prepara con una propria “40 giorni per la vita”, che inizia sempre il 28 dicembre, giorno della memoria liturgica dei Santi Innocenti Martiri.
Questa campana era stata pensata nel 2021, poi realizzata, benedetta e presentata ufficialmente il 5 febbraio 2022. Il suo suono è pertanto iniziato il 28 dicembre 2025 ove si trova, e precisamente sulla torretta di Villa Giovanna d’Arco, sede della Diocesi, della Curia e del Vescovo, in centro a Sanremo.
Lo scopo della campana è duplice:
– richiamare alla preghiera tutti coloro che sono coinvolti nel dramma dell’aborto; in primis i bambini che non hanno potuto nascere; è quindi un atto di pietà e di comunione dei Santi, e poi tutte le altre persone che sono coinvolte: le donne le mamme le famiglie, i medici gli operatori sanitari e la società tutta;
– la campana suona come un monito per la coscienza; non vuol dire puntare il dito contro qualcuno ma vuol richiamare il principio sacrosanto del “non uccidere”.
Il richiamo alla preghiera alle otto della sera
Preghiera, grande dimenticata della modernità, in verità risorsa spirituale fondamentale, significa elevazione dell’animo a Dio. Dal latino prex (gen. precis), significa supplica alla divinità. Non è necessariamente fatta di parole, anche se esse possono certo aiutare alla concentrazione e ve ne sono di bellissime. E’ più simile ad uno sguardo che si solleva verso il Cielo, lo sguardo di chi ha bisogno di essere ascoltato, amato, esaudito.
Pregare allora significa cercare Dio; “Ascolta, si fa sera” dice il titolo della famosa trasmissione radiofonica di Rai Radio 1 e, infatti, la preghiera rappresenta un invito al distacco dall’azione quotidiana a favore di un momento di “ascolto” che ci faccia entrare in una dimensione più spirituale della vita, più interiore.
Il tintinnio della campana richiama alla preghiera tutti ma in particolare le persone sofferenti nell’animo e nel corpo. Basta volgere il pensiero a Dio per chiedere con perseveranza per ricevere la Sua grazia purché lo si “supplichi” con insistenza ogni giorno (Lc 11, 9-13). Soprattutto, non deve mancare la fiducia in Dio e nel potere miracoloso della preghiera perché è nel dubbio, che s’insinua il peccato.
L’aborto è il grande male dei nostri tempi! Rieccheggiano a quasi 50 anni di distanza le parole di Madre Teresa di Calcutta, nel suo famoso discorso (in questo link il discorso integrale), oggi di inquietante attualità e monito per il futuro dell’umanità, sull’esplicita condanna dell’aborto:
“…ma io sento che il più grande distruttore della pace oggi è l’aborto, perché è una guerra diretta – un’uccisione diretta – un omicidio commesso dalla madre stessa“.
Perciò, la campana di Mons. Suetta, suona anche per tutti coloro, donne ma anche uomini, padri mancati, che hanno incontrato nella loro vita questo lutto penoso, devastante e annichilente, affinché le loro suppliche di pietà, di perdono e di pace, vengano accolte da Dio che è Amore creatore e custode di ogni vita.
Le nuove campane per la difesa della vita
Numerose sono state le polemiche e le critiche verso l’iniziativa di Mons. Suetta. Ciononostante, egli ha ricevuto anche molti messaggi di solidarietà. Le “Campane per la vita” non sono qualcosa di nuovo nella chiesa; anche nell’udienza generale del 23 settembre 2020, Papa Francesco ne aveva parlato in merito ad una iniziativa polacca, lanciando un appello:
“La sua voce risvegli le coscienze dei legislatori e di tutti gli uomini di buona volontà in Polonia e nel mondo”. Qui, il riferimento del Papa alle leggi ingiuste pro-aborto, come la Legge 194/78, è evidente.
Poi, nel 2021, Papa Francesco aveva benedetto le campane per la vita, destinate a Equador e Ucraina.
Ed ecco che veniamo a sapere che a partire dal 16 gennaio 2026, nella Parrocchia dello Spirito Santo a Modena, il parroco Don Giorgio Bellei ha deciso di far suonare le campane ogni sera alle ore 20.00 in suffragio e memoria dei bambini uccisi dall’aborto.
Attendiamo presto quel suono serale di molte altre campane, tra le centinaia di migliaia di chiese italiane!
Susanna Primavera
