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Il cortomamma_raviolo

Il cortometraggio è del 2018 e racconta la storia di una famiglia e, in particolare, di una mamma e un figlio senza l’ausilio di parole. La mamma crea un raviolo che “prende vita”, cresce e diventa ragazzo.

La trama mamma_mangia

Il figlio, Bao, viene “creato” dalla madre in un periodo in cui lei si sente molto sola. Prendersi cura di Bao permette alla madre di riempire un vuoto presente nella propria relazione di coppia. Nel corto viene mostrato che Bao, ormai cresciuto, vuole stare con gli amici, il modello di riferimento ora sono i pari e mal tollera le attenzioni protettive della madre. Successivamente, Bao presenta alla madre sua moglie e la saluta per andare via di casa. La madre, però, non riesce a separarsene e se lo mangia. La narrazione ci mostra che la signora ha davvero un figlio che è andato via di casa, ma attuando un cosiddetto taglio emotivo.

Il messaggio bao_moglie

Il cortometraggio mostra diversi temi: la differenziazione, il taglio emotivo, la sindrome del nido vuoto. Il processo di separazione, infatti, è uno dei compiti di sviluppo propri dell’adolescente nei confronti dei genitori. Tale processo, però, non è solo a carico del figlio, ma anche dei genitori che devono “lasciarlo andare”. Il corto mostra come un genitore che non riesce a separarsi dal figlio può riportarlo dentro sè metaforicamente, come se si potesse far tornare il figlio il feto nel ventre materno. Bao, però, ci viene mostrato che attua un cosiddetto taglio emotivo: un improvviso distacco fisico e/o emotivo, spesso conflittuale. Chi lo attua ha l’idea illusoria che si possa conquistare l’indipendenza semplicemente lasciando la casa dei genitori. Per completare il processo di differenziazione, invece, è necessario diventare un adulto, riconnettersi con il passato grazie all’elaborazione delle perdite, dei traumi e dei conflitti aperti all’interno della propria famiglia.

Il tema della vita mamma_figlio

Il figlio torna a casa e viene mostrata una tenera di scena di riconciliazione tra il ragazzo e la madre, una vera e propria riconnessione tra generazioni. Questo passaggio è riparativo della loro relazione. Spesso i genitori si interrogano su come crescere i propri figli. La domanda che può essere utile è: hai mai “mangiato” tuo figlio? Cioè, quanto e come lo sostieni nel processo di separazione? Hai mai riflettuto su questi temi? Dare la vita al proprio figlio non vuol dire farlo solo in senso biologico, ma anche interrogarsi costantemente sulla relazione che avete.

Virginia Banfi