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Il film 
Nunzia rimane incinta e non sa cosa fare. Maddalena ha già affrontato tre aborti e non sa cosa fare. Le loro storie procedono parallele e ciò che le unisce sono dolore e speranza.
La trama 
Maddalena e Luca desiderano un figlio e affrontano tre aborti spontanei. Dopo queste esperienze traumatiche, decidono di intraprendere il viaggio dell’adozione. Insieme ad altre coppie e ad esperti del percorso adottivo, si preparano ad accogliere un bimbo. La coppia viene giudicata idonea all’adozione. Parallelamente alla storia descritta fin qui, ci viene presentata Nunzia, una ragazza di 19 anni che ama andare in discoteca. Una sera incontra un ragazzo con il quale consuma un rapporto sessuale. Nunzia rimane incinta e questa notizia è per lei un fulmine a ciel sereno. Quando lo scopre, però, è troppo tardi per abortire e decide di portare avanti la gravidanza in solitudine.
Il messaggio 
Il film affronta il tema dell’infertilità mostrando i vissuti emotivi e psicologici di Maddalena e Luca. La protagonista, in particolare, si sente “menomata”. La donna, infatti, colma di dolore, dice al marito: “Se il mio corpo non ha fatto un figlio, un motivo ci sarà. Forse non sono fatta per essere madre”. L’infertilità e la sterilità sono considerate degli eventi imprevisti nel ciclo vitale della famiglia. L’impossibilità di avere un figlio biologico rappresenta una ferita all’identità psicologica, sociale e corporea. “L’accettazione della propria incapacità a generare comporta una ridefinizione della propria identità personale, della relazione di coppia, della progettualità coniugale e delle relazioni con le famiglie estese” (Matthews, Matthews, 1986). Un altro tema che emerge è la solitudine di Nunzia nel portare avanti la gravidanza. La ragazza sceglie di vivere il periodo della gestazione in solitudine. Possiamo ipotizzare che lo faccia anche per non essere convinta a tenere il bambino.
Il tema della vita 
Il titolo della pellicola è già un manifesto per la vita perché è l’Amore che dona vita. Il titolo fa riferimento alla bimba, Margherita, che è stata amata da Nunzia tanto da offrirle la possibilità di essere accolta in una famiglia e da Maddalena e Luca che hanno iniziato ad amarla ancora prima di incontrarla. Viene messo in scena, quindi, l’amore in condizionato per un figlio, sia biologico, sia adottivo. Nel film emerge anche la sofferenza di Nunzia e, in particolare, il raggiungimento della consapevolezza che il bambino che porta in grembo è vita. La ragazza, infatti, dice: “Pensavo che sparisse”, invece il feto cresce fino a formarsi completamente. Così, a Nunzia viene prospettata una possibilità: le culle per la vita. Le culle sono strutture in cui le madri possono lasciare il neonato in completo anonimato e in assoluta sicurezza per il piccolo. Le culle per la vita permettono di partorire in anonimato in ospedale e di non riconoscere il figlio. Questa risorsa, inoltre, consente di evitare l’abbandono indiscriminato dei neonati. Amata è un film che ridona speranza in un progetto nuovo, salvaguardando la vita di chi nasce e le storie dei vivi. La speranza viaggia attraverso gli occhi, il cuore e l’amore dei protagonisti che rinascono essi stessi come genitori e come persone.
link al trailer: https://youtu.be/VUydJwr4Krk?si=9GVVCWxcX2DgKG9L
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Virginia Banfi
