Aborto assolutamente vietato in 24 Paesi nel mondo, in Europa solo a Malta e Andorra.
La Repubblica Dominicana rimane uno dei pochi Paesi al mondo con un divieto totale di aborto. Secondo il Center for Reproductive Rights, un’organizzazione globale abortista, ci sono 24 paesi al mondo in cui l’aborto è completamente proibito. Tra questi, Andorra e Malta in Europa, El Salvador e Honduras in America Centrale, Senegal ed Egitto in Africa, e Filippine e Laos in Asia.
https://www.renovatio21.com/la-repubblica-domenicana-riconferma-il-divieto-totale-di-aborto/?amp=1
Come sono riusciti? Eppure anche nella Repubblica Dominicana esistono lobby di abortisti e di femministe ostili alla vita, come da noi in Italia e ovunque. Ciononostante è stato recentemente riconfermato il divieto assoluto di aborto, perfino in caso di stupro, incesto, rischio di vita della madre.
C’è da chiedersi perché in certi Paesi si riesca a evitare di radicare nella società una cultura di morte e in altri no.
Quanto contano i politici nelle scelte legislative di un Paese?
Responsabilità politiche (anche dei cattolici)
Se proviamo a ripercorrere le tappe di approvazione della legge 194 in Italia, ci rendiamo immediatamente conto di quali responsabilità politiche enormi gravino sulle spalle dei governanti del 1978. All’epoca nel nostro Paese la maggioranza era nelle mani della Democrazia Cristiana, una maggioranza schiacciante. Se ci si può attendere da parte delle opposizioni di allora, e in particolare del partito radicale e del partito comunista, il tentativo (riuscitissimo) di far prevalere il male e l’odio verso il bambino non nato, non può non stupirci invece l’atteggiamento supino di un partito che si rifaceva ai valori del cristianesimo, quale era la DC dell’epoca.
(…)Il tradimento democristiano è iniziato nel mese di dicembre del 1975, allorché, a fronte delle proposte di legge presentate in Parlamento per introdurre l’aborto “legale”, l’allora presidente del Consiglio dei ministri, on. Aldo Moro, dichiarava la neutralità del governo; è proseguito nella primavera del 1976, quando, in presenza di una maggioranza nelle due Camere ancora teoricamente antiabortista, molti deputati della DC disertarono i lavori delle commissioni che si occupavano dell’esame delle proposte di legge, determinando il mutamento della maggioranza in senso ostile alla vita nascente; si è perfezionato nella primavera del 1978, allorché il testo che aveva unificato la varie proposte di legge abortiste, superato il vaglio delle commissioni, giungeva nelle aule della Camera e del Senato.(…)
Andreotti, primo firmatario della legge in qualità di presidente del Consiglio, spiegò anni dopo la sua firma come una scelta dettata da responsabilità politica:
«Ebbene, ebbi una crisi di coscienza […] Ma, se io mi fossi dimesso, nessun altro democristiano poteva firmarla. Si sarebbe aperta una crisi politica … Con le dimissioni avrei contribuito a un male maggiore […] Così firmai.»
Male minore e male maggiore: corsi e ricorsi…
Per quale motivo vogliamo richiamare alla memoria questi fatti? Perché ce lo chiedono gli oltre 6 milioni di bambini che dal 1978 sono stati “legalmente“ eliminati con la legge 194. Ma soprattutto perché, a quanto pare, non è sufficiente sbagliare una volta così clamorosamente per non ricommettere esattamente lo stesso errore. La logica del “male minore/ male maggiore” viene riproposta pari pari in questi ultimi mesi da parte di alcuni cattolici che sostengono l’approvazione del ddl sul suicidio assistito, con una interpretazione della morale e del Magistero del tutto errata. Su questo sito ne abbiamo già parlato più volte, quello che però vogliamo ricordare è che di fronte alla propria coscienza e di fronte alla società urlano vendetta l’ignoranza, l’ambizione, la personale cecità. (DDL suicidio assistito: divergenze tra cattolici? Ma la Verità è una; https://www.sabinopaciolla.com/i-cattolici-di-fronte-al-ddl-sul-suicidio-assistito/)
Risposta al quesito iniziale: gli altri Paesi hanno capito più di noi?
La Repubblica Dominicana e gli altri 23 Paesi del mondo nei quali l’aborto è proibito, hanno capito più di noi e meglio di noi che la cultura della vita è fondamentale per definirsi civili.
Hanno capito che l’omicidio di un bambino prima della nascita è un male sempre. Hanno capito che una madre va sostenuta quando è in difficoltà.
Hanno capito che la maternità è un bene per la società.
Cosa sarebbe successo in Italia se non fosse stata approvata la legge 194/78?
Semplicemente non avremmo avuto un calo demografico così significativo. Generazioni di piccoli bimbi avrebbero formato le proprie famiglie, pronte a rendere felice il mondo. Ma, soprattutto, si sarebbe creata una cultura a favore della vita forse in grado di scardinare la mentalità di indifferenza verso il prossimo che caratterizza la nostra società.
Purtroppo si tratta di un’utopia , un desiderio irrealizzabile.
A noi cattolici resta soltanto : l’attività di diffusione quotidiana di argomentazioni a sostegno della vita prima della nascita, in modo da supportare la donna che attende un bimbo e che può trovarsi in difficoltà per la gravidanza; la preghiera incessante e continua perché si fermi lo scempio dell’aborto.
Noi del Movimento per la Vita di Varese con altre realtà pro-life siamo impegnati in questo.
Se sei in difficoltà per la gravidanza Contattaci sulla chat
Non sei sola!
Vittoria Criscuolo