Costantemente connessi: come educare i giovani?
Luglio 17, 2026

Il fenomeno del Phubbing 
Il phubbing, nato dall’unione delle parole inglesi phone e snubbing è l’atto di ignorare o trascurare la persona con cui si sta interagendo per concentrarsi sul proprio smartphone. Sempre più spesso, sarà capitato anche a voi, le persone con cui parliamo guardano il telefono durante la conversazione. Rispondono a un messaggio o navigano in Internet. L’attenzione intermittente è diventata ormai una modalità ordinaria di relazione. Si tratta di una connessione che divide, una disconnessione relazionale. Senza che ce ne accorgessimo, le nostre interazioni quotidiane si sono modificate negli ultimi anni.
Il paradosso della connessione permanente 
Il problema non è il dispositivo, è la rottura della presenza relazionale. L’interesse, quindi, non riguarda più solo il rapporto individuo-tecnologia, ma le conseguenze che la tecnologia produce sulle relazioni interpersonali. Il paradosso della connessione permanente è che siamo sempre raggiungibili dagli assenti, ma irraggiungibili per i presenti. La persona che mette in atto il phubbing manda un messaggio implicito di disconferma alla persona con cui sta interagendo: “Tu non esisti per me in questo momento”. Sembra un’affermazione forte, ma è ciò che trasmette quell’attenzione costantemente divisa e che non lascia spazio all’interazione che esula dagli schermi.
Il bisogno 
La domanda, dunque, non è come togliere il telefono, ma quale bisogno relazionale sta esprimendo. Molti giovani sperimentano la cosiddetta FOMO (fear of missing out), cioè la paura di perdersi qualcosa che sta accadendo nel mondo, comunicato per via digitale e in modo immediato. Non essere aggiornato significa essere escluso e, quindi, una sensazione da evitare a tutti i costi. Di conseguenza, stare in relazione, passare del tempo con un amico senza l’interferenza del telefono sembra ormai impossibile. Ciò accade, appunto, perché esprime un bisogno sottostante: il ragazzo potrebbe vivere sempre connesso, ma sentirsi solo nelle relazioni più significative, cioè quelle familiari. Se l’adulto resta capace di indagare i reali bisogni dei giovani, sarà anche disponibile emotivamente e guida sicura anche nel mondo digitale.
Virginia Banfi
Bibliografia: intervento del dottor Marco Cacioppo (Professore Ordinario in Psicologia Dinamica e Clinica presso il Dipartimento di Scienze Umane dell’Università LUMSA di Roma) nel Convegno Legami dolorosi: odio ed estraneità in famiglia e nella società, Roma (2026)
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