Marciare per proteggere la Vita, Roma 13 giugno 2026
Giugno 12, 2026

Le notizie che vengono dal mondo non sono per niente rassicuranti; la violenza ha raggiunto una sorta di normalizzazione, come un’aria tossica che si respira un pò ovunque, non solo nei film ma anche nei comportamenti.
Noi, persone di buona volontà, non possiamo più stare a guardare, rinchiuderci per paura nelle nostre case senza reagire, senza unire la nostra voce a quella di coloro che vorrebbero un mondo diverso, più umano e più giusto per i nostri figli, per il loro futuro.
2026, il mondo come una polveriera
E’ questa una fase storica del mondo in cui i valori alla base della convivenza tra i popoli stanno cambiando; si stanno allontanando dai diritti fondamentali dei popoli, cioè dallo Stato di diritto e dalla forma democratica di governo. Percepiamo un pericoloso orientamento verso il riarmo globale e quindi verso la violenza, la guerra predatoria, la distruzione e lo sterminio del “nemico”.
Non è un’opinione e ha cifre precise da record: nel 2025, la spesa militare mondiale ha toccato il picco storico di 2.887 miliardi di dollari, segnando l’undicesimo anno consecutivo di crescita. Infatti, sono ben 65 i conflitti in atto nel mondo con le grandi potenze (USA, Russia, Cina, Unione Europea e Iran) direttamente o indirettamente coinvolte nella maggior parte delle crisi, sia per interessi geopolitici che per la fornitura di armi.
L’aborto volontario legalizzato crea cultura di morte
Quanto conta ormai la dignità dell’essere umano? Ben poco se pensiamo anche ai 73 milioni di aborti indotti che l’Organizzazione Mondiale della Sanità registra ogni anno nel mondo; una cifra impressionante di vittime innocenti a cui deliberatamente viene procurata la morte. L’abortismo è diventata un’ideologia moderna e mondiale, come ben spiegato dal Prof. L. Lombardi Vallauri nel suo libro “Abortismo libertario e sadismo”, già fin dal 1976.
Come diceva Madre Teresa, se viene permesso ad una donna di sopprimere la creatura portata in grembo, chi potrà impedirci di ucciderci l’un l’altro? Vi è infatti uno stretto rapporto tra guerra e l’aborto e Madre Teresa lo aveva capito subito e dichiarato a voce alta: la donna è fatta per dare la vita, non la morte…
Le donne vanno rispettate per prime e, quando sono in difficoltà per una gravidanza difficile o inaspettata, vanno accolte, ascoltate e aiutate a superare le difficoltà e ad accogliere la vita che hanno in grembo. Questo è quanto avviene nei CAV, i Centri di Aiuto alla Vita, in tutta Italia. Le donne infatti che scelgono lucidamente per la vita, non si pentono di questa scelta, come testimoniano le loro preziose testimonanze raccolte.
Diciamo basta all’indifferenza partecipando alla Marcia per la vita
Le proteste pacifiche ma energiche che si stanno moltiplicando nel mondo, stanno assumendo anche la forma di Marce per la Vita. Le marce per la Vita non sono solo marce a favore della pace e dei buoni sentimenti. Vanno invece alla radice del problema dei valori nell’odierna società, per ripristinare i principali valori umani “salva vita”, a partire dal valore intangibile della vita umana, la dignità dell’embrione e il rispetto per la vita umana fin dal concepimento. Da questi, ribadire il valore della famiglia, cellula sociale a fondamento della società, e la contrarietà rispetto a leggi ingiuste che riguardano i temi della vita e della morte: aborto, fine vita ed eutanasia.
Se anche tu vuoi dire basta all’indifferenza e aiutare il mondo a cambiare rotta, unisciti a noi, il POPOLO DELLA VITA e partecipa anche tu alla Marcia per la Vita sabato 13 giugno 2026 a Roma, partenza da Piazza della Repubblica, ore 14.00
Arrivederci a Roma!
Susanna Primavera
Giugno 13, 2026





