Goodbye June: oltre l’eutanasia
Giugno 5, 2026

Il film
La regia del film è di Kate Winslet, ma ancora più importante è la sceneggiatura affidata a suo figlio. Egli ha saputo trasformare il suo vero dolore per la perdita della nonna in un’opera che racconta con autenticità la malattia e il lutto di un familiare.
La trama 
Poco prima di Natale, un improvviso e grave peggioramento delle condizioni di salute di June, un’anziana signora, costringe la sua famiglia a riunirsi. Quattro fratelli adulti, ormai lontani e profondamente diversi tra loro, tornano a confrontarsi sotto lo stesso tetto insieme al padre, la cui presenza non fa che accentuare tensioni e fragilità mai risolte. Al centro di tutto c’è June, lucida e pienamente consapevole del proprio declino. Lontana dall’essere una figura passiva, affronta la malattia con ironia tagliente, sincerità disarmante e un amore profondo per la sua famiglia. Il suo atteggiamento costringe i figli e il marito a guardare in faccia non solo la morte, ma anche le verità che hanno evitato per anni.
Il messaggio 
Il film è il ritratto di dinamiche familiari che vengono sottolineate dall’urgenza della malattia in stadio avanzato e dall’imminente morte della protagonista. Il tono drammatico viene alleggerito dall’ironia e la consapevolezza della protagonista dà uno “schiaffo morale” allo spettatore. June è pronta a morire e apprezza la compagnia e il sostegno della propria famiglia. Questa consapevolezza è difficile da accettare dai familiari che, però, capiscono quanto sia importante rispettare le sue volontà e cercare di riconciliarsi. La riconciliazione tra le sorelle non è solo l’ultima volontà di June, ma la conseguenza della vicinanza davanti alla morte e all’amore di una madre.
Il tema della vita
La pellicola ci interroga sul tema del fine vita in un modo inaspettato, ci fa chiedere: “C’è ancora la possibilità di accompagnare una persona alla morte”? Siamo capaci di farlo senza anteporre i nostri desideri egoistici? Spesso quando si parla di eutanasia si adduce la motivazione a favore che l’ammalato, il disabile o, semplicemente, l’anziano, sono un peso per la propria famiglia. Qui la famiglia diventa risorsa e June non pensa di essere un peso, ma di essere un connettore di relazioni, almeno fino alla sua dipartita terrena. In definitiva, Gooddbye June è un film che parla della vita nella morte.
Virginia Banfi





